Che cos'è il TFR - Trattamento di fine Rapporto
La scelta circa la destinazione del proprio TFR deve essere consapevole, perciò il primo passo da compiere è di informarsi con persone esperte in modo che possano rispondere a tutte le tue domande.

CHE COS'E' IL TFR
Il trattamento di fine rapporto (anche conosciuto come “liquidazione”) è la somma che viene corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore al termine del rapporto di lavoro dipendente.

Il TFR si determina accantonando per ciascun anno di lavoro una quota pari al 6,91 % della retribuzione lorda. La retribuzione utile per il calcolo del TFR comprende tutte le voci retributive corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro, salvo diversa previsione dei contratti collettivi. Gli importi accantonati sono rivalutati, al 31 dicembre di ogni anno, con l'applicazione di un tasso costituito dall'1,5% in misura fissa e dal 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo Istat.

Al momento della liquidazione, il TFR è tassato, in linea generale, con l’applicazione dell’aliquota IRPEF media del lavoratore nell’anno in cui è percepito. Per la parte di TFR che si riferisce agli anni di lavoro decorrenti dal 1° gennaio 2001, l’amministrazione finanziaria provvede poi a riliquidare l’imposta, applicando l’aliquota media di tassazione del lavoratore degli ultimi 5 anni.

I PRINCIPALI ELEMENTI DEL TFR
In base a quanto previsto dalla Legge 297/1982, gli elementi che distinguono il TFR dalla retribuzione ordinaria sono:
- La maturazione del TFR avviene per ogni mese lavorato, o frazioni di mese di almeno 15 giorni.
- Poiché col TFR viene differita la corresponsione degli importi, sugli stessi è prevista una rivalutazione legale per preservare il valore reale nonostante l'inflazione.
- Il TFR costituisce un credito del lavoratore verso l'azienda ed una importante fonte di autofinanziamento per quest'ultima.
- Il TFR non è imponibile ai fini previdenzial, mentre fiscalmente - trattandosi di importi relativi a più anni di lavoro - viene sottoposto a tassazione separata (più favorevole).

ANTICIPAZIONE SUL TFR In quanto credito, il dipendente, con almeno 8 anni di anzianità lavorativa presso l'azienda, può chiedere (una sola volta) un'anticipazione del credito maturato, con i vincoli previsti all'art. 2120 C.C. (acquisto prima casa, interventi sanitari straordinari ecc.).

COMPUTATI NEL CALCOLO DEL TFR:
PERMESSI
Vengono computati ai fini del TFR solo qualora spetti una retribuzione
MALATTIA
Il periodo viene considerato come lavorato ai fini del TFR, computando la retribuzione normale a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto (art. 2120 C.C.)
MATERNITA' E PUERPERIO
Il periodo viene considerato come lavorato ai fini del TFR, computando la retribuzione normale a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto (art. 2120 C.C.)
INFORTUNIO
Il periodo viene considerato come lavorato ai fini del TFR, computando la retribuzione normale a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto (art. 2120 C.C.)

NON VENGONO COMPUTATI AI FINI DEL TFR
SERVIZIO DI LEVA
Non viene computato ai fini del TFR, così come il servizio civile (Corte Cost. 802/1988)

TASSAZIONE DEL TFR DALL'1/1/2001 Il D. Lgs. 47/2000, in vigore dal 01/01/2001, ha radicalmente modificato la tassazione del TFR e degli importi ad esso assimilati (come l'indennità di preavviso) sulla base delle seguenti considerazioni:
A) Il TFR è composto da più voci, ma la natura di una di queste voci (la rivalutazione del TFR dell'anno precedente) è più simile ad una rendita finanziaria che ad una retribuzione di prestazioni lavorative svolte
B) Per esigenze di gettito e di omogeneità del prelievo fiscale, il legislatore ha ritenuto opportuno differenziare la tassazione della rivalutazione suddetta da quella del TFR.
C) Per non compromettere i diritti acquisiti, la nuova forma di tassazione non deve influire sul TFR complessivamente maturato fino al 31/12/2000.
D) La nuova articolazione della tassazione richiede una rimodulazione delle detrazioni fiscali, per garantire un passaggio "morbido" dal vecchio al nuovo regime.

TFM - TFR


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