TFM e Polizze Assicurative
La scelta circa la destinazione del proprio TFR deve essere consapevole, perciò il primo passo da compiere è di informarsi con persone esperte in modo che possano rispondere a tutte le tue domande.

TFM E POLIZZE ASSICURATIVE
Una delle soluzioni praticabili e percorribili dalle società è quella di stipulare una specifica polizza assicurativa al fine di accantonare l'indennità di fine mandato a beneficio degli Amministratori, dei Consiglieri di amministrazione, dei Sindaci, dei Revisori e in generale di tutti coloro che partecipano all'attività con un rapporto di collaborazione. Il mercato assicurativo ha infatti sviluppato nel tempo una expertise ad hoc per soddisfare tale tipo di esigenza del mondo imprenditoriale confezionando tipologie di prodotto "dedicate". L'obiettivo è quello di consentire all'azienda di precostituire le fonti dei propri impegni finanziari futuri godendo al contempo degli atout assicurativi in fase di rivalutazione e costruendo nei confronti dei propri collaboratori un figurativo ritorno d'immagine. Il contraente è l'azienda, la polizza è sottoscrivibile da tutte le società di capitali (Spa, Saa, Srl) e società di persone (Snc e Sas); assicurati e beneficiari sono gli Amministratori o i soggetti rientranti nel disposto di cui all'ari. 49, 2° comma Tuir. Si rammenta che per la sua stessa natura di strumento strutturato sulla copertura del rischio demografico la polizza assicurativa richiede che la figura dell'assicurato sia configurata da una persona fisica; differente è il discorso invece del beneficiario che può essere anche una persona giuridica, con la possibile distinzione delle figure contrattuali del beneficiario caso vita da quella del beneficiario caso morte. Le polizze per l'accantonamento del trattamento di fine mandato sono strutturate nella versione del premio unico con un unico versamento all'atto della sottoscrizione del contratto assicurativo, facendo però salva la facoltà di effettuare versamenti estemporanei, cioè non rientranti in un piano programmato. Si vuole in tal modo garantire una struttura flessibile che non impatti in maniera negativa e vessatoria sul fabbisogno finanziario corrente dell'azienda. Altra versione rinvenibile è quella delle polizze a premio ricorrente; anche in questo caso l'obiettivo è quello di consentire all'azienda contraente di modellare sulle proprie esigenze finanziarie la polizza. Le polizze a premio ricorrente si distinguono infatti da quelle più diffuse definite «a premio periodico» per la non obbligatorietà del versamento dell'intero piano. E come se piuttosto si confezionasse un programma previdenziale costituito da una sequenza di premi unici che ricorrono nel tempo. Il contraente, che è il dominus del rapporto assicurativo, può, almeno 30 giorni prima di ogni ricorrenza periodica (annuale in genere, ma talvolta anche semestrale, trimestrale e mensile) richiedere la modifica della frequenza dei premi, dell'importo degli stessi sia in aumento che in diminuzione. E poi possibile sospendere i versamenti senza l'obbligo di riattivarli, mantenendo il regime fruttifero di quanto versato.
Dal punto di vista fiscale i premi versati nella polizza Tfm sono interamente deducibili dal reddito di impresa.
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